Vittorio Feltri, bordata al Governo: ‘Basta piagnucolare, se avete il coraggio uscite dall’euro’

Cari amici Becchi e Palma, non condivido una sola parola di ciò che avete scritto. Anzi, avete ragione su un unico punto. Ci si può in effetti ribellare alle regole europee, ma in un modo soltanto. Quale? Uscendo dalla Ue e dalla moneta unica. Se non abbiamo la forza e il coraggio di farlo, perché preferiamo assoggettarci a certe norme, dobbiamo obbedire, chinare la testa e dire: sissignori, abbiamo sbagliato e non ci resta che rimediare.

Scusate, professori illustri: io non sono neanche bidello, però non ho i piedi saldamente ancorati nelle nuvole, e mi pongo una domanda. Questa: se i 27 Paesi che costituiscono la Unione continentale sono d’accordo nel dire che abbiamo sforato il tetto di spesa previsto da Bruxelles, mi viene il dubbio che abbiano ragione nel rimproverarci e sanzionarci. Se uno si iscrive – poniamo – al Rotary e poi non ne rispetta le normative, è ovvio che non sia più bene accetto dal club e sia costretto a subire i rimbrotti dei capi oppure a togliersi dalle scatole. Tertium non datur. Pensiamo che l’Europa sia invivibile e ci danneggi anziché agevolarci? Bene, abbandoniamola, arrangiamoci per conto nostro, riconquistiamo la sovranità e smettiamola di piagnucolare, pretendendo che i succitati 27 Paesi diano retta a noi anziché a se stessi.

È velleitario pensare che Roma imponga la propria volontà di dissipare miliardi con la benedizione della commissione rigida che regge i destini della Ue. Non si capisce perché la patria che sventola il tricolorevenga autorizzata a spendere più di quanto incassi, accumulando un debito mostruoso che danneggia non solo se medesima bensì l’intero “condominio”. In base a quale principio i nostri governi sarebbero autorizzati a gettare denaro oltre i limiti previsti dagli impegni assunti a livello internazionale? È vero che il nostro avanzo primario da anni è positivo, ma se poi lo azzeriamo per pagare gli interessi sul passivo esso viene totalmente annullato.

Lo intuisce anche un bimbo delle elementari che per sopprimere l’handicap bisogna risparmiare sulle uscite eccessive, evitando i redditi di cittadinanza, che costituiscono una elemosina di dimensioni pazzesche, l’apertura della sanità ai ricchi e ai poveri, comprimendo la spaventosa evasione fiscale. Tutta roba che non sappiamo fare. Senza contare che quota 100 e Flat tax sono sogni che contrastano con la realtà fiscale attuale, in cui spiccano approfittatori e banditi dediti al lavoro nero. Il debito pubblico cresce da 40 anni a prescindere dal colore degli esecutivi che si sono succeduti. La disgrazia è una sola: un apparato statale inefficiente e probabilmente corrotto.

Fonte: Vittorio Feltri

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