Sea Watch, cosa rischia penalmente la capitana tedesca Carola Rackete?

Le conseguenze penali a cui la capitana della Sea Watch 3 andrà incontro sono il prodotto del decreto Sicurezza bis, entrato in vigore proprio lo scorso 15 giugno. Strutturato in 18 articoli, solo i primi 6 danno disposizioni per il soccorso in mare mentre i restanti 12 riguardano la gestione dell’ordine pubblico.

L’articolo 1 del decreto stabilisce che il ministro degli Interni “può vietare l’ingresso di navi all’interno delle acque territoriali italiane” per ragioni di ordine e sicurezza, ovvero quando si presuppone che sia stato compiuto il reato di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

Quindi cosa rischiano Carola Rackete e la Sea Watch 3?

La Sea Watch 3 ha violato la normativa forzando il blocco impostole e dunque, come prevede l’articolo 2 del medesimo decreto, il comandante della nave, insieme all’armatore e al proprietario, rischia una sanzione che va da un minimo di 10.000 a un massimo di 50.000 euro per aver violato “il divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane”. E’ previsto inoltre, come sanzione aggiuntiva, anche il sequestro della nave ma solo in caso di reiterazione del reato.

Ora, la “palla” passa alla magistratura, come ha detto lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha commentato “inaudito” il comportamento della capitana. La procura competente interpreterà e giudicherà in base al decreto Sicurezza bis creando il primo precedente che farà da riferimento per i dibattiti e le sentenze future.

Fonte: Affaritaliani.it

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