Roma, carabiniere pestato da spacciatore somalo, avvocato del clandestino: “Reazione spontanea”

Somalo clandestino e spacciatore ancora in azione a Roma. E alla stazione Tiburtina, già teatro di violenze da parte dei sedicenti migranti, clandestini e non. Peraltro difesi dai soliti centri sociali “rossi”.

Ecco come è andata l’ennesima aggressione di un clandestino. Fermato per un controllo in piazzale della stazione Tiburtina, ha pestato senza troppi complimenti il carabiniere che gli aveva domandato semplicemente i documenti. Lo ha mandato in ospedale con ecchimosi allo zigomo e sul collo. Ed è stato giudicato questa mattina per direttissima M.Y., somalo irregolare sul territorio italiano.

Il fatto è avvenuto ieri poco prima della mezzanotte nella casbah della stazione Tiburtina. Il somalo ha colpito a pugni il carabiniere della stazione Parioli in servizio di pattugliamento. Il carabiniere era insieme ai militari dell’Esercito impiegati per “strade sicure”.

Ha davvero dell’incredibile la linea dell’avvocato difensore del clandestino: “Una reazione fisica spontanea”, spiega l’avvocato dell’africano, dovuta alla paura del controllo. Una volta fermato e arrestato, infatti, il 20enne è stato trovato con due grammi e mezzo di marijuana. Spacciatore oltre che clandestino, il somalo vagava tranquillamente a Roma. (Il Secolo d’Italia)

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