Rackete, ammiraglio contro Cassazione: “Offesa verso tutte le Forze Armate”

RACKETE. La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla procura di Agrigento contro la revoca degli arresti domiciliari verso la ‘nota’ speronatrice di finanzieri italiani. Invece, secondo i giudici della Corte, la decisione fu corretta perché mancavano i requisiti necessari a giustificare la misura. Il ricorso in Cassazione è stato promosso dai procuratori Luigi Patronaggio e Salvatore Vella, contro la revoca ordinata dal gip Alessandra Vella, che lo scorso 2 luglio decise di non convalidare gli arresti domiciliari, nonostante il Decreto Salvini.

La decisione della Cassazione è stata commentata duramente dall’ammiraglio di divisione, Nicola De Felice, riportata da prpchannel.com: “La sentenza della Corte di Cassazione di Palermo sul caso Rackete mi lascia esterrefatto per il mancato rispetto di precedenti sentenze emesse, dalla stessa Corte, per analoghi casi riferiti al mancato rispetto di navi da guerra della Guardia di Finanza. Le navi da guerra, precisa l’ammiraglio, sono responsabili dell’ordine pubblico nelle acque territoriali italiane, la decisione della Cassazione offende tutte le Forze Armate che quotidianamente mettono a rischio la vita dei propri uomini e donne in difesa degli interessi nazionali di un popolo, quello italiano, che si era dotato di un governo democraticamente eletto. Se uno Stato ad ordinamento giuridico democratico non riesce a tutelare i propri interessi nazionali, non è capace alla lunga di conservare la libertà dei suoi cittadini”.

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2 commenti

  1. I giudici a mio avviso andrebbero rimossi, non possono sostituirsi alla politica. Sono i politici che fanno le leggi e i giudici dovrebbero attuarle ma a quanto pare non sono neanche capaci a farlo. Giudici politicizzati che brutta cosa

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