Quando l’astrofisica Hack ammise: “Al di là di tutto, il fascismo modernizzò il Paese”

A livello politico fu lei stessa a definirsi un ossimoro: comunista e antisovietica, favorevole alla proprietà privata e, udite udite, pure al fascismo. La nota astrofisica Margherita Hack, alla veneranda età di 90 anni non smise di stupire.

“Quello che ha ottenuto il fascismo in campo sociale oggi ce lo sogniamo”: è un passaggio di un’intervista rilasciata a Barricate, nella quale la Hack prova ad analizzare il Ventennio, esponendo un pensiero tutto sommato privo di ideologizzazioni: “Le conquiste sociali del Fascismo? Non si trattava solo dei treni in orario. Assegni familiari per i figli a carico, borse di studio per dare opportunità anche ai meno abbienti, bonifiche dei territori, edilizia sociale. Questo perché solo dieci anni prima Mussolini era in realtà un socialista marxista e massimalista che si portò con sé il senso del sociale, del popolo“. Dice l’astrofisica.

Va ricordato che il suo rapporto col Regime non è del tutto nuovo. Ancor prima di diventare una scienziata di fama internazionale, la Hack era una campionessa sportiva che nel 1942 trionfava ai «Littoriali» di salto (i campionati universitari di atletica organizzati dal Duce) a Como. “Le dirò –prosegue la Hack – in un certo senso il fascismo modernizzò il paese. Nei confronti del Nazismo fu dittatura all’acqua di rose: se Mussolini non avesse firmato le infamanti leggi razziali, sarebbe morto di morte naturale come Franco. Resta una dittatura, ma anche espressione d’italianità. Bisognerebbe fare un’analisi meno ideologica su questo“. (Fanpage)

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