Predicatore islamico radicale a Pordenone: “Le donne vanno frustate”

L’Associazione culturale islamica per la pace e l’Associazione culturale islamica di Pordenone propongono, per la giornata di sabato, una “serata coranica con preghiere religiose” dove “ci sarà posto anche per le donne e i bambini”. L’incontro, nel centro islamico della Comina, contiene però due ospiti particolarmente controversi: Sheick Abu Bilal Ismail e Abdel Moez al-Eila. Sono entrambi predicatori radicali, con alle spalle sermoni e dichiarazioni giudicati “forti”. Certo non è la prima volta: già nel 2013 la Comina aveva ospitato il predicatore Hussein Bilal Bosnic, ora incriminato per terrorismo internazionale.

Il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Basso torna a chiedere chiarimenti a questo proposito: “L’imam del centro islamico della Comina di Pordenone deve essere chiaro e preciso nello spiegarci quale messaggio intenderà lanciare sabato alla presenza di due predicatori radicali!”. L’esponente FdI ha interessato della questione anche la questura, la commissione pari opportunità e il Consiglio regionale, riunito in questi giorni, attraverso la deposizione di un’interrogazione urgente sulla posizione dell’amministrazione regionale nei confronti della diffusione di idee e principi che istigano alla violenza in particolare contro le donne.

“L’intera questione va sottoposta immediatamente alle autorità competenti – esclama Alessandro Basso – affinché indaghino e tengano sotto stretto controllo la provenienza di questi soggetti e il tipo di messaggio che vengono a portare. Nessuno sconto per chi non intende adattarsi alla nostra cultura e alle nostre regole. Non permetteremo fenomeni di odio e intolleranza da nessuna parte; promuoviamo percorsi e politiche a favore del dialogo e dell’apertura, ma a patto che siano rispettate le nostre tradizioni e la sicurezza dei nostri cittadini”.

Il Consigliere Basso e l’intero Gruppo regionale di Fratelli d’Italia si dichiara molto preoccupato circa la diffusione dei proclami e degli insegnamenti islamici, che raggiungono anche le città della nostra regione con crescente forza e diffusione, come le dichiarazioni dell’Imam Sheick Abu Bilal Ismail secondo cui “una vergine che ha commesso adulterio dovrebbe essere frustata e coloro che abbandonano la loro religione dovrebbero essere giustiziate” e quelle dell’Imam Abdel Moez al-Eila, per il quale “le donne non dovrebbero trovare lavoro e non dovrebbero rifiutarsi al marito in nessun modo”. Della situazione, che contravviene ai diritti base di eguaglianza, opportunità e contro la violenza sulle donne, interviene anche Luca Ciriani, capogruppo FdI in Senato, che farà sentire a sua volta la sua voce con un’interrogazione in Senato. (triesteallnews.it)

Fortunatamente alla fine è saltato l’incontro:

Condividi!

Rispondi