Pd, renziani contro Zingaretti

Rosato: “Manca leadership”. Boschi: “Attacchi interni contro Lotti”. Calenda: “Che palle”. Tornano le divisioni interne. Attacchi al leader dopo le nomine nella segreteria. Morani: “Bullismo correntizio”. E il nuovo eurodeputato sbotta: “Facciamola finita con questo cazzeggio”

Il caso Lotti. Le inquietudini per la nuova segreteria, espressione della maggioranza uscita dal Congresso. Il Partito democratico torna in fibrillazione. La pax zingarettiana sembra essere finita. E i segnali più preoccupanti arrivano da Assisi, dove è riunita l’area di Roberto Giachetti. Molte le stoccate nei confronti di Nicola Zingaretti. “Se partiamo dal principio che la politica richiede leadership, io dico che di leadership in giro se ne vedono tante ma di quelle che muovono il Paese ne ho vista una”, ha detto Ettore Rosato, vicepresidente della Camera, riferendosi a Matteo Renzi. E ancora: “Ci siamo messi tutti insieme – D’Alema, Bersani, Casini, Calenda, Pisapia – e dopo un anno di opposizione abbiamo preso 3 punti e mezzo in più. Allora lo dico con preoccupazione, perché i nostri avversari hanno superato il 48%, quindi prendiamo atto che c’è un problema e che la politica non è solo testimonianza”.

Parla poi l’ex ministra Maria Elena Boschi. “La segreteria ha un ruolo importante ma nessuno di noi ha chiesto uno strapuntino o posti. Non c’è nessuna polemica con le scelte di Zingaretti, al quale auguriamo buon lavoro”, ha detto. “Il segretario – ha aggiunto Boschi – ha fatto una scelta legittima, nominando solo uomini e donne che lo hanno sostenuto al congresso”. Ben più duro era stato ieri su questo il presidente dei senatori dem Andrea Marcucci parlando di una segreteria con un’unica matrice identitaria. Però Boschi affonda i colpi sul caso Lotti.  “Sono arrivati più attacchi a Lotti dall’interno del Pd che dagli avversari politici. Autosospendendosi ha fatto una scelta che non era scontata e dovuta, di grande generosità verso la comunità del Pd e va quindi rispettato”. Alessia Morani attacca sull’Huffington: “La segreteria varata da Zingaretti ne è la prova più palese: è l’esercizio di bullismo correntizio più potente mai visto dalla nascita del Partito Democratico”.

Anna Ascani – in ticket con Giachetti alle primarie – attacca: “Ci dipingono come il passato e fa ridere. Fa molto ridere. Zanda il futuro e io e gente di 30/40 anni come me il passato. Le comiche, direbbe Zingaretti. Chi pensa di superare il passato recente recuperando il passato remoto è semplicemente pazzo”. E Roberto Giachetti, chiudendo i lavori, dice: “Noi non siamo entrati in segreteria non per un capriccio o uno sgarbo, ma perché non abbiamo condiviso la linea politica del segretario dopo le primarie. Siamo minoranza e abbiamo il diritto di farlo senza che ci venga imputato di essere il ‘fuoco amico’”.

Il neoeurodeputato Carlo Calenda mostra tutta la sua irritazione per le ennesime divisioni nel partito. Lo fa ancora una volta via social: “Facciamola finita con questo cazzeggio. E quando vince Renzi lo sabotano da sinistra e quando vince Zingaretti si incazzano gli altri. Che palle ‘sto partito. Ma andiamo a fare opposizione”, scrive rispondendo a un messaggio su Twitter. E ancora: “Basta. Zingaretti senta Renzi, Giachetti, Martina etc e troviamo soluzione”.

E aggiunge: “Se una componente si sente esclusa potremmo valutare un governo ombra per marcare a uomo i ministri. Persone come Renzi, Morani, Giachetti, Minniti, Nannicini potrebbero farne parte. Che ne dite?”. Innescando un dibattito interno. Sui social.

Fonte: La Repubblica

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