PD in piazza: raccolta firme per dare cittadinanza italiana a 800mila immigrati

“In Italia la cittadinanza segue il principio dello ius sanguinis: sei italiano se almeno uno dei genitori è italiano – protestano i militanti del Partito Democratico – Un bambino nato da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza ‘solo’ dopo aver compiuto 18 anni e se fino a quel momento è rimasto in Italia legalmente e ininterrottamente. La condizione dei ragazzi è legata a quella dei genitori e al loro permesso di soggiorno”.

“Avere la cittadinanza facilita percorsi legati allo studio, al lavoro, allo sport, nei concorsi pubblici, nelle gite scolastiche, nelle competizioni sportive – spiegano gli attivisti del Pd – Non è solo una questione di cose che si possono fare o meno; per i bambini e i ragazzi avere la cittadinanza significa ‘essere eguali’ a partire dalla scuola, tra compagni di classe. Sono circa 800 mila i bambini e i ragazzi in attesa di questa possibilità: sono italiani nella vita di ogni giorno ma restano stranieri per la legge. È compito degli adulti rimuovere gli ostacoli e per questo riprendiamo il filo spezzato nel 2017 sostenendo una proposta di legge di iniziativa popolare ispirata al principio del cosiddetto Ius Culturae. Una legge di civiltà, che contribuisce ad accrescere la capacità di integrare e di guardare al futuro”. Continua a leggere

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3 commenti

  1. Dunque…. Io vivo in Italia da 15 anni, pago le tasse e lavoro, ho documenti regolari e la targa italiana. Pago 1500 euro l’anno di assicurazione per un 0700mc di cilindrata per andare a lavorare 12h al giorno per prendere 600 euro con esperienza di 13 anni alle spalle e non posso chiedere la cittadinanza perché il mio contratto part time non mi garantisce i 8500 euro annuali necessari per chiederla. E poi ci sono gli immigrati mantenuti e i rifugiati politici….

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