Ora è ufficiale: il Governo ha bluffato, l’accordo europeo sui migranti non esiste

di Leone Grotti

Oggi è il fatidico 8 ottobre, eppure non si vedono titoli in prima pagina sui giornali. Oggi, scrivevano tutti, ma proprio tutti i nostri quotidiani appena due settimane fa, doveva essere il giorno in cui il governo giallorosso avrebbe mostrato al mondo e agli italiani quanto è cambiata l’Europa sul tema migranti. Oggi doveva esserci quella «lezione al salvinismo» sbandierata da Repubblica, doveva vedere la luce il «primo patto europeo» invocato dal Corriere della Sera, perché, come ricordava Conte, «se non si litiga si ottiene». Invece non ci sarà niente di tutto ciò.

Ora tutti i giornali si rendono conto che quello del governo era solo un bluff: al vertice dei ministri dell’Interno in Lussemburgo di oggi non verrà firmato alcun accordo per la redistribuzione automatica degli immigrati che sbarcano sulle nostre coste con l’ausilio delle Organizzazioni non governative e delle navi della Marina. Non ci sarà nessun primo passo verso la modifica dei Trattati di Dublino. Non ci sarà, insomma, alcuna solidarietà.

«Il clima sembra mutato rispetto alla disponibilità registrata nelle settimane scorse», si sorprende il CorSera. «L’aumento degli sbarchi delle ultime settimane non solo in Italia ma anche in Grecia sta rendendo politicamente più complesso il raggiungimento di un’intesa». La divisione in Unione Europea regna sovrana: la Spagna è scontenta perché nella bozza di accordo ipotizzata a Malta il 24 settembre non sono stati considerati i migranti che arrivano sulle sue coste, Grecia, Cipro e Bulgaria «presenteranno un loro documento», il Gruppo Visegrad come sempre si oppone e anche «Francia e Germania, che hanno guidato i Paesi “volenterosi”, rischiano ora di essere più cauti. Del resto tutti i Paesi devono fare i conti con l’opinione pubblica interna», come se fossero guidati da dei Salvini qualunque.

Emmanuel Macron insiste sul fatto che debbano essere redistribuiti «solo i migranti salvati che hanno diritto a ottenere la protezione internazionale», una scelta che renderebbe l’accordo come quello del 2015, e quindi inutile per l’Italia, «mentre Berlino comincia a preoccuparsi dell’intensificarsi dell’attività di salvataggio da parte delle navi delle ong», proprio come prospettato dai “sovranisti”.

Repubblica sottolinea che «perché il meccanismo entri in funzione» serve l’adesione di almeno dieci Paesi. «Ma secondo fonti europee, un via libera pieno al momento sarebbe arrivato solo da Portogallo, Lussemburgo e Irlanda. L’esito più prevedibile dunque è che oggi i ministri decidano di aggiornarsi a novembre, nella speranza di fare passi in avanti e di portare il dossier al Consiglio europeo di dicembre. Resta tuttavia il rischio che la proposta, oggi o nelle prossime settimane, venga del tutto affondata. Allora non resterebbe che sperare che venga rilanciata da von der Leyen nel futuro Patto sui migranti». (Tempi.it)

2 commenti

  1. arcivescovo e colpa vostra e dei politici che fate venire migrantie che muoiono vergogniatevi siete solo dei buffoni tutti

Rispondi