Migranti, Di Maio adesso si pente: “L’annuncio dei porti aperti ha richiamato i barconi”

Drammatico vertice a tre sulla gestione dei flussi migratori a Palazzo Chigi, tra il premier Conte, il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, e quello dell’Interno, Luciana Lamorgese, durante il quale Di Maio si è defilato dalla linea del governo, contestando gli annunci sui porti aperti alle Ong che, per ammissione del leader del M5S, avrebbero generato un effetto attrattivo, il cosiddetto pull-factor, verso i barconi.

«Sui porti chiusi non possiamo abbassare la guardia — ha esortato il ministro degli Esteri — Dobbiamo tenere la barra dritta e stare attenti a non lanciarci in dichiarazioni di eccessiva apertura». Altrimenti, è l’avvertimento di Luigi Di Maio, «c’è il rischio che ripartano nuove ondate di sbarchi».

«Stiamo attenti — è l’avviso di Di Maio, che sembra tornato ai tempi della battaglia contro i “taxi del mare” — Non dobbiamo consentire ad altre navi Ong di entrare nelle acque italiane». 

Insomma, è l’ammissione: la politica dei porti aperti inaugurata dal governo del ribaltone ha causato il via alle partenze. (VoxNews)

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Troppo tardi comunque, la notizia già si è sparsa:

2 commenti

  1. CHE SI PENTA DI MAIO CE NE FREGA ADESSO PENSI A CHIUDERE I PORTI E RIBUTTARE A MARE QUELLI CHE SONO VENUTI

  2. Flessibilità in cambio di porti aperti……. sempre sotto ricatto. Non siamo più uno stato sovrano. Vergogna

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