Lettera al Corriere della Sera, Renzi (Pd): ‘Con noi l’Italia tornò a crescere’

MATTEO RENZI

L’ex premier Matteo Renzi, con una lettera al Corriere della Sera, rivendica i risultati del suo governo e replica a Mario Monti che, sullo stesso quotidiano, aveva tracciato quello che per l’ex leader Pd è “un ardito parallelismo tra il governo Salvini-Di Maio e quello che ho avuto l’onore di presiedere”. “Comprendo la difficoltà di Monti di giustificare davanti agli occhi di chi lo stima il suo voto favorevole al Def 2019 di Conte e il voto negativo al referendum costituzionale del 2016 – scrive Renzi -. Ma penso che sia davvero difficile negare la realtà per costruirne una parallela. Davvero possiamo accettare, come sostiene l’ex leader di Scelta Civica, che la flessibilità faticosamente ottenuta durante la presidenza europea 2014 sia un errore? Possiamo davvero rimpiangere l’austerità? Parlino i numeri, non le ideologie. Con Monti l’Italia ha vissuto una profonda recessione: la crescita era negativa (-2,4%), gli indici di fiducia ai minimi, i posti di lavoro erano 22 milioni, le tasse erano aumentate a cominciare dall’Imu e interi settori — penso ad esempio alla cantieristica navale — distrutti da un furore anti-impresa inspiegabile. Con noi l’Italia è tornata a crescere: il Pil è divenuto positivo (+1,8%), sono andati ai massimi gli indici di fiducia, i posti di lavoro hanno superato le 23 milioni di unità, le tasse sono state abbassate a cominciare da Imu e Irap e la strategia di superammortamenti e iperammortamenti ha restituito fiducia a chi voleva investire. Simbolo di questa profonda diversità è il rapporto debito/ Pil, salito di 15 punti percentuali con Monti, stabile con noi. E chiariamo una volta per tutte la questione degli 80 €”.

“Questo provvedimento — decisivo per dieci milioni di persone che hanno un salario medio basso e che da oltre cinque anni ricevono più soldi in busta paga — non è un provvedimento che Monti ama. Capisco sia difficile capirne l’importanza per chi non ha problemi ad arrivare alla fine del mese. Ma per chi ci arriva stanco e stremato saper di poter contare su 80 € in più è tutt’altro che secondaria. Oltre che giusto. Sono soldi che derivano dalla flessibilità europea come dice Monti? Eppure basterebbe controllare il calendario per capire che non è così Abbiamo introdotto gli 80 € nel marzo 2014, abbiamo ottenuto la flessibilità europea nel gennaio 2015. Gli 80 € sono stati finanziati con la spending review dell’onorevole Gutgeld. E questo valga anche come risposta a chi — da Bonino a Tajani — continua a balbettare falsità su un presunto scambio immigrazione/8o € che esiste solo nelle fake news dei social, ma non nella realtà. Quanto al governo Conte-Salvini-Di Maio: davvero qualcuno in buona fede può paragonarlo al nostro esecutivo?”.

Fonte: 9Colonne

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