La guerra contro i poveri da parte del Pd e dei sindacati

I sindacati attaccano il reddito di cittadinanza, la quota 100 e il salario minimo. Ma per la riforma Fornero nessuno sciopero.

(Tommaso Merlo) – Pd e sindacati hanno ammonito per mesi che il Reddito di Cittadinanza era impossibile da realizzare. Perché non c’erano le coperture, perché riforma troppo complessa, perché il Movimento era incapace.

Ed invece il Reddito è partito, liscio come l’olio. Alla faccia loro. Senza risse, senza intoppi. Pd e sindacati hanno predicato per anni che il Reddito di Cittadinanza era inutile ed invece i numeri li smentiscono e cittadini in grave difficoltà stanno ricevendo un sostegno dopo anni di abbandono. Cittadini caduti in povertà che il vecchio regime ha sempre liquidato come colpevoli, come perdenti. Cittadini di seconda categoria da sfruttare per raccattar voti ma poi da nascondere sotto al tappeto per non fare figuracce. Una spietatezza impressionante. Soprattutto vista da sinistra con Pd e  sindacati sempre in prima fila.

Il vecchio regime ha creato milioni poveri a furia d’inchinarsi alle lobby, poi ha fatto finta che quei poveri non esistessero. Quando poi per colpa della crisi è stato costretto a notarli, gli ha gettato controvoglia qualche briciola dalle finestre dei palazzi. È dovuta scoppiare una rivolta populista affinché l’Italia si degnasse di fare qualcosa contro la povertà. Oggi il Reddito di Cittadinanza è realtà e lo Stato interviene come in tutti i paesi civili per consentire una vita dignitosa ai più vulnerabili. Un bel traguardo di civiltà e a cose fatte ci si aspetterebbe almeno un minimo di onestà intellettuale da parte di Pd e sindacati.

Pretendere che si vergognino e chiedano scusa é troppo. Non fa parte della loro cultura. Ma era pensabile che almeno la smettessero di attaccare il Reddito di Cittadinanza facendo gli schizzinosi, negando l’evidenza e blaterando a vanvera di chissà quali ricette alternative salvifiche quando non hanno mai mosso un dito. Spietatezza ma anche un’infinita ipocrisia e un gelido cinismo politico. Perché a Pd e sindacati dei poveri non frega nulla, ieri come oggi. L’unica cosa che hanno in testa è se stessi. La propria poltrona, la propria carriera, il proprio baraccone in cui mungono prebende da una vita. L’unica cosa che hanno in testa è recuperare il consenso e quindi il potere politico perduti. E per riuscirci si scagliano contro il principale artefice del loro declino, il Movimento 5 Stelle. Contro la forza politica che li ha rimpiazzati nella difesa dei diritti sociali e di quei poveri e quei lavoratori che Pd e sindacati hanno vilmente tradito.

Finiti ai margini, travolti da una valanga di voti pentastellati e dal disprezzo popolare, Pd e sindacati avevano davanti due strade. Una era quella dell’onestà intellettuale, quella dell’ammissione dei propri errori e quindi di un profondo rinnovamento di facce ma anche di contenuti. L’altra era la strada classica del vecchio regime e cioé quella dell’egoismo, della negazione della realtà, quella dell’autoconvinzione di avere ragione. Quella della denigrazione di chi li ha sconfitti democraticamente nelle urne e dei loro provvedimenti. La strada del cinismo politico e della spietata guerra contro i poveri. Ed é quella che hanno preso. Come sempre.

Rispondi