La Camera promuove mozione per l’introduzione dei MiniBot: il cosiddetto «uovo di colombo»

Parafrasando la frase che William Shakespeare fece pronunciare al suo dubbioso Amleto, mi verrebbe da dire: c’è del buono in Danimarca. Proprio quando la tua fiducia nel sistema Italia sta toccando i minimi storici nell’apprendere che la crème de la crème del parterre politico italiano, l’ex cavaliere Silvio Berlusconi, ci rappresenterà al nuovo Parlamento europeo, (secondo per preferenze solo alla candidatura farlocca di Matteo Salvini), scopri che la Camera dei Deputati, nel silenzio più totale dei giornaloni euroasserviti, ha promosso una mozione all’unanimità (una sorta di invito a procedere all’indirizzo del Governo), per l’introduzione dei MiniBot. I MiniBot sarebbero lo strumento fiscale attraverso il quale lo Stato potrebbe far fronte al pagamento dei suoi debiti contratti verso privati, parliamo di una montagna di 70 miliardi di euro mal contati che, non ancora onorati dopo anni, hanno messo in crisi di liquidità, se non addirittura fatto chiudere i battenti, a migliaia e migliaia di piccole aziende italiane. Ce lo ricorda la triste vicenda dell’imprenditore Bramini a cui le banche hanno tolto anche la prima casa, fallito per crediti mai riscossi da parte dello Stato.

Sta roba dei MiniBot è inserita nell ‘art. 11 del contratto di Governo fra M5S e Lega, ma dopo qualche mese dall’inizio del Governo in cui se ne era fatto un gran parlare, sembrava sparita dai radar dell’agenda politica dell’Esecutivo.

E se ne può intuire il motivo: metterli sul tavolo di discussione subito avrebbe voluto dire provocare ulteriormente i tecnocrati di Bruxelles con cui questo Governo dal suo insediamento ha da subito ingaggiato un braccio di ferro sui decimali di deficit. Nè ci si sarebbe potuti aspettare più favorevoli reazioni in casa BCE. Stampare moneta parallela? Non se ne parla proprio! “Altre valute o non sono legali o non sono valute, quindi costituiscono un debito e vanno ad aumentare lo stock complessivo di debito”, queste le parole lapidarie con cui Draghi, a fine 2017, aveva liquidato la questione delle monete parallele di cui si cominciava a ragionare in Lettonia come in Italia. Più di un avvertimento, una minaccia.

Ma cosa sono, anzi sarebbero (il condizionale é d’obbligo) esattamente questi MiniBot e perché il gotha europeo li considera moneta parallela e gli è così ostile ? Semplice, perché i creditori verso lo Stato li potrebbero usare a compensazione fiscale dei loro debiti verso l’erario certo, ma anche, ed è ciò che più si augurava l’attuale Esecutivo inserendoli nel suo programma, per regolare i loro pagamenti verso altre controparti commerciali, che a loro volta li potrebbero usare per regolare i loro pagamenti.

Insomma un titolo sicuro perché garantito dallo Stato, che pur non avendo le caratteristiche del corso forzoso dell’euro, fungerebbe da vera e propria cartamoneta, altamente liquida ed esigibile all’interno dei nostri confini. Quindi alla fine della fiera, il Minibot andrebbe ad aumentare la massa monetaria oggi in circolazione in Italia fungendo da stimolo ai consumi interni, cioè proprio quello di cui l’Italia ha un maledetto bisogno. Inizialmente sarebbe espresso in forma digitale, poi telematica per poi tradursi in biglietti di piccolo taglio dai 100 ai 5 euro.

Questo strumento, in barba ai moniti di un Mario Draghi oggi a fine mandato, molti economisti ed avvocati (all’impronta mi vengono in mente i nostrani Nino Galloni e Francesco Carraro), hanno affermato non essere in contrasto con i trattati internazionali e, a ben pensarci, né potrebbero esserlo, perché se è vero che l’Italia entrando nell’euro ha appaltato alla BCE la politica monetaria, è altrettanto vero che ha mantenuto la sua sovranità monetaria, quella inalienabile sancita dalla nostra Costituzione, altrimenti non si spiegherebbe come ancora oggi possa continuare, l’Italia, a coniare le sue monete.

I Minibot, quindi, sarebbero un giusto compromesso, una soluzione di puro buon senso, l’uovo di colombo, che starebbe nel mezzo fra coloro che in Italia vanno seminando illusorie e avventuristiche ipotesi di uscita dall’euro e gli integralisti dell’euro sistema.

Insomma, con i Minibot disporremmo di una moneta parallela non espressione di un debito come oggi é l’euro, come lo è stata la inutile montagna di carta finanziaria che ha creato la BCE di Draghi cliccando un tasto del computer, un algoritmo che sulla ripresa economica dell’euro zona non ha prodotto che miseri risultati, ma, vivaddio, sarebbe uno stimolo concreto alla ripresa dell’economia reale del nostro Paese.

Quindi, Parlamento ha chiamato, Governo quando rispondi?

Fonte: Roberta Labonia

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