Ivoriana rivela: “L’85% di chi sale sui barconi, ha un impiego a casa”

“L’85 per cento degli ivoriani prima di partire lascia un impiego, o una fonte di reddito, nel luogo d’origine”: così all’agenzia Dire Goita Insiata Ouattara, dirigente del ministero della Costa d’Avorio per l’Integrazione africana e la diaspora.

“Se partono è perché sono alla ricerca di qualcosa di meglio, inseguono un’illusione” ammette subito dopo la responsabile. Ouattara ha presentato un piano per la reintegrazione dei migranti di ritorno. L’obiettivo, secondo la dirigente, è “coordinare i rimpatri volontari, e non forzati, lottare contro il traffico di esseri umani e favorire il reintegro nella società”.

Il piano comincia con l’arrivo in aeroporto: il primo passaggio è la verifica dell’identità della persona a cui sono poi consegnati documenti. Si offrono una somma in denaro, un kit alimentare e sostegno medico-psicologico. “I migranti sono in una situazione di malessere grave” dichiara Ouattara. “Noi spieghiamo loro le opportunità di impiego e che esiste un domani”. A seconda dell’età si prevedono tipi di accompagnamento. “Poi si procede con la formazione”, sostiene.

Secondo Ouattara, “ai progetti individuali sono preferiti quelli collettivi, per coinvolgere anche le comunita’ locali”. Dal maggio 2017 il governo ivoriano ha finanziato 438 progetti individuali, rivolti soprattutto ai migranti piu’ vulnerabili, 270 corsi di formazione per la gestione di impresa e 931 progetti comunitari per agricoltura, allevamento, ristorazione e smaltimento dei rifiuti. Le analisi del governo hanno dimostrato che la zona da cui partono più immigrati privi dei permessi necessari è quella della capitale economica Abidjan. “Servono piu fondi e attori”, conclude la dirigente ivoriana.

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Un commento

  1. lo sospettavo…arrivano come cenciosi e nulla tenenti e poco dopo si comprano appartamenti, auto da sballo,..vestiti alla moda…telefonini di ultima generazione,..

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