Il sindaco di Bologna: “In Emilia pochi migranti, hanno diritto alle case popolari”

“Qualcuno che non sa nulla di amministrazione che si chiama Lucia Borgonzoni, dice che dobbiamo preoccuparci di quei pochi migranti che ci sono in Emilia-Romagna”. Un attacco frontale quello del sindaco di Bologna Virginio Merola oggi all’assemblea dei delegati di Cgil, Cisl e Uil. “Se dobbiamo assecondare questo delirio, io francamente non lo accetto”.

Naturalmente la “partita” che si gioca è quella delle Regionali del 26 gennaio: “Non accetto che si faccia una discussione sull’Emilia-Romagna dicendo che qui si gioca il governo giallorosso. Se lo decidano a Roma il governo giallorosso“, sbotta il sindaco che appare inarrestabile. “Abbiamo la possibilità, facendo parlare i fatti, di dimostrare che c’è un’altra Italia possibile”, garantisce subito dopo.

“Di fronte al signore che mi va a fare i video delle case popolari dove c’è il nome di un cittadino straniero per dire che gli alloggi vengono assegnati solo agli immigrati, è arrivato il momento di reagire. Noi assegnamo le case in base al reddito, non al colore della pelle”, aggiunge.

“Loro dicono ‘la casa solo ai bolognesi’, ma siccome esiste una Costituzione, questo significa che oltre agli immigrati tengono fuori anche i lavoratori del nostro mezzogiorno e delle altre parti d’Italia. La logica del prima è senza fine“, avverte il primo cittadino. “Questa roba qui ci condanna al declino. Ridurre le tariffe dei nidi solo ai bolognesi nati ‘doc’, è psichiatria generalizzata”, sentenzia Merola. (bolognatoday.it)

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