Grecia: la popolazione scende in piazza contro l'immigrazione incontrollata

A poche ore dalla votazione avvenuta al Senato che ha confermato l’autorizzazione a procedere per l’ex ministro Matteo Salvini, riguardo la vicenda legata alla nave Gregoretti, nel resto d’Europa continuano ad essere molti i critici dell’attuale gestione migratoria operata seguendo le direttive promosse dall’Unione Europea. Così Il Secolo Trentino.

Come riportato dall’agenzia di stampa Ansa, le proteste più veementi sono avvenute in Grecia dove le popolazioni delle isole di Lesbo, Chio, Leros, Kos e Samo sono arrivate ad Atene, fuori dal palazzo del Ministero dell’Interno, per protestare contro l’operato del Governo greco che ha disposto la costruzione di nuovi campi profughi per i migranti.

Il Governo del Presidente Kyriakos Mītsotakīs, insediatosi lo scorso luglio, aveva infatti disposto la costruzione di nuovi campi per i migranti nelle isole (che dovrebbero essere operativi entro il prossimo giugno 2020), ordinando la dismissione di quelli già esistenti. La popolazione isolana non ha gradito questa nuova manovra che, oltre ad utilizzare fondi pubblici, potrebbe far aumentare gli sbarchi in terra greca.

I timori della popolazione delle isole greche sono stati riassunti ottimamente dal Sindaco di Leros, Georgios Stantzos, che dopo aver evidenziato come l’Ue abbia abbandonato il popolo della Grecia, ha affermato: Se accettiamo un campo per 7.000 persone, ufficiosamente potrebbero essere 20-25.000”.

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