E dopo l’Umbria tornatevene a casa: il popolo sovrano vuole votare

Quando in Umbria finisce con ben venti punti di distacco, vuol dire che non c’è più partita. Le terre rosse abbandonano la sinistra, persino se si allea con i compagni dispersi a Cinquestelle. È quella sinistra che sta al governo nonostante sia minoritaria già in undici regioni italiane su venti. Per amor di Dio andatevene a casa! Lo diciamo con rispetto a Mattarella e con stupore a quella faccia tosta di Conte: non avete il diritto di esasperare ancora il popolo italiano. Non può essere che non si vota perché il popolo è contro il governo.

Donatella Tesei, nuova governatrice della regione Umbria, rappresenta la testimonianza ulteriore di un’Italia che non ne vuole più sapere del governo delle sinistre. Gli italiani stanno col Centrodestra e ancora una volta lo hanno dimostrato andando alle urne, e in questa occasione con ancora maggiore partecipazione elettorale.

Il governo vada a casa. E’ stata la prima prova ai seggi dopo l’avvento del Conte bis: quella fotografia di Narni rappresenta idealmente il simbolo dei funerali di una coalizione già morta. Non è stato solo il pur grave scandalo della sanità a determinare la partita umbra. A Salvini rimproveravano uno scandalo al giorno, eppure hanno perso in maniera clamorosa perché il fatto vero è che la gente non lo sopporta più. Né quelli del Pd né i Cinquestelle. A casa.

Questi ultimi, i pentastellati, sono quelli che escono peggio dalle elezioni e ora il panico li prenderà alla gola, il terrore si abbatterà sui loro parlamentari, cominceranno i due processi: a Conte – che qualche guaio comincia ad averlo, vedi il Financial Times – e a Di Maio. Sono andati al suicidio e pagheranno la scelta di rifiutare il confronto più limpido col popolo sovrano dopo la fine dell’esperienza del governo gialloverde. Ora guardano sconsolati il 7 per cento circa racimolato ieri rispetto al già scarso 14% delle Europee. Con Fratelli d’Italia che li ha surclassati.

Alleanza Pd-M5s già finita. Poi, c’è anche la botta subita dal Pd. A maggio in Umbria – a scandalo sanità già cominciato – Zingaretti aveva preso il 24 per cento. Cala ancora, al 22%. Con in più Renzi – il furbo assente dalle elezioni – che come un avvoltoio non vuole alleanze elettorali con i Cinquestelle. Non sarà facile stare tranquillo alla guida del Pd.

Chi predicava l’alleanza con i grillini sa già che è finita e non poteva certo essere strutturata. Nel caso umbro non serve nemmeno dire che le maggiori città dell’Umbria stavano già a destra: a parte il fatto che questa non è una colpa, va aggiunto che erano state conquistate in un quadro tripolare. Ora col bipolarismo il Centrodestra ha conquistato anche la regione.

E poi la gioia – ci sta tutta – per la straordinaria performance di Fratelli d’Italia, unico partito in crescita fra tutti. Nella coalizione, la Lega si è presa con merito, anche se non tutti, i voti che aveva grossomodo alle europee nella regione. La Meloni è balzata di molto in avanti, dal 6 al 10 per cento. Se a maggio in Umbria Fdi e Fi erano divise da uno zero virgola, ora Fratelli d’Italia è il doppio di Forza Italia. Non è poco… (Francesco Storace)

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