Brunetta (FI): ‘Italia si avvia verso decrescita infelice’


(AGV – Agenzia Giornalistica il Velino) – “Se il buongiorno si vede dal mattino, ancora una volta il dibattito sui temi del lavoro parte con il piede, anzi con la testa sbagliata. Da 48 ore circola l’idea che sia una ottima cosa ridurre l’orario di lavoro per creare nuova occupazione, uno slogan dei terribili anni ’70. Una idea maturata dal neo commissario/presidente dell’INPS prof. Tridico, quello del reddito di cittadinanza che, secondo il DEF appena approvato dal Governo, ha incerti esiti macroeconomici e che nell’immediato creerà più disoccupazione e meno salari nel prossimo biennio. Dunque, probabilmente per correggere questo grossolano errore, il governo giallo-verde si inventa ora (dopo il salario minimo) la riduzione dell’orario di lavoro come via per la crescita dell’occupazione. E, insperabilmente, trova alleati nel nuovo corso del PD, sempre più simile al PCI che al socialismo liberale, a dimostrare che un fantasma si aggira per l’Italia, quello del patto M5S e PD per una decrescita infelice, segnata da rigidità nel mercato del lavoro e patrimoniali per il ceto medio. Altro che flat tax e crescita, qui ormai si disegna una Italia tutta assistenzialismo e tasse che neppure Bertinotti era riuscito a conseguire. Si dimentica così che dagli anni ’70 il mondo del lavoro è cambiato, che i mutamenti tecnologici stanno modificando sostanzialmente il mercato del lavoro, che le imprese (ed il sindacato) non contrattano più sull’orario di lavoro ma sulle competenze, sul salario, sul welfare integrativo per dare più salario e più felicità al lavoratore e che il tema degli orari è funzionale ai metodi di produzione e alle scelte di vita. Ancora una volta il M5s si rivela cantore di un’Italia che non esiste più e si inventa ricette economiche desuete ed inefficaci”. Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia. “Quando la crescita è ridotta a zero, l’occupazione non aumenta, le infrastrutture non si fanno, la digitalizzazione è ferma e vi è ancora qualcuno che pensa al lavoro in termini marxisti… un vero residuo del secolo scorso che pensavamo di avere estirpato. Oggi per il Paese, che è fermo, il tema è la produttività, l’innalzamento delle competenze dei lavoratori, il sostegno alla competitività, lo sblocco dei cantieri, la riduzione della tassazione del salario. Occorre una nuova strategia di politica economica che guardi ad un diverso mondo del lavoro. Segnaliamo anche oggi questa pericolosa deviazione del Governo agli amici della Lega, sempre attenti al mondo produttivo e a quelli che poche ore fa avevano definito il giovane Di Maio uno di noi. Ignoravamo che fossero diventati tutti strenui sostenitori di pratiche luddiste. Il tempo del redde rationem elettorale si avvicina speriamo che non sia troppo tardi per l’Italia, ma certo la preoccupazione è grande”.

Renato Brunetta (Forza Italia)

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