Attrice buonista pestata da immigrato non cambia idea: “Va aiutato, non ha ricevuto amore”

Gloria Cuminetti, cosa ricorda dell’aggressione? 
«Quell’uomo veniva verso di me, ma nulla faceva presagire che ce l’avesse con me, se no sarei fuggita. Ho sentito un tonfo e mi sono trovata a terra. Ho visto tutto nero. Ho sentito, dopo, dolore all’altezza del mento e mi fa male la mandibola. Ho anche il labbro inferiore gonfio e cadendo ho battuto la mano. Ma non ho fratture». 

Che impressione le ha fatto l’uomo che l’ha colpita? 
«Urlava la stessa frase a ripetizione, credo in arabo, non si capiva bene. Non vorrei mai però che il dettaglio che lui parlasse arabo desse adito a polemiche razziste e sterili, perché odio il chiacchiericcio da bar alla Salvini e sono rimasta molto colpita da alcuni commenti che ho letto online, riferiti alla cronaca di quanto mi è successo». 

Non prova rabbia quindi, verso l’aggressore? 
«Penso che sia molto ingiusto quanto è accaduto a me, ma credo che anche questa persona abbia subito delle ingiustizie nella vita, e non abbia ricevuto amore. Mi sono chiesta perché vomitasse questa rabbia addosso alle persone e quali fantasmi avesse dentro. Sicuramente è un uomo che non sta bene e che non sa gestire un disagio». 

Perché teme che il suo caso susciti rigurgiti di razzismo? 
«Perché ho letto che alcune persone sostengono che ora tutti i marocchini debbano tornare al proprio paese. Per me, che lui fosse tunisino o svizzero, non cambia. Se si incomincia a cadere in una mentalità di odio e di paura, si innescano comportamenti sbagliati, si alimentano disagi. E io vorrei evitarlo». 

Lei ha avuto paura? 
«No, non ho capito che volesse venire verso di me, se no avrei cambiato lato della strada. Pensavo che fosse uno un po’ strano. Non ho visto nemmeno il pugno, ho soltanto sentito il rumore, secco, e sono caduta perdendo i sensi». 

Le piace vivere ad Aurora?
«Sì, è un quartiere multiculturale. L’ho scelto per caso, perché ho visto una casa che mi piaceva e ho apprezzato molto il fatto di essere in centro in un quarto d’ora a piedi. Ci sono tante etnie diverse. Appena trasferita, avevo sempre gli occhi vigili, soprattutto quando rientravo da sola a casa. Ci sono persone che a volte litigano, gente che cerca droga, ma dopo un primo momento mi sono ambientata. Non mi è mai successo nulla di male, finora».

Cambierà qualcosa, nelle sue abitudini di vita, da adesso in poi? 
«Direi di no. E’ successo un fatto, spiacevole certo, ma è finita lì. Non ho paura e non voglio cambiare casa. Mi armerò di una bicicletta, magari, così nessuno mi potrà fermare né rompere le scatole quando cammino da sola. Non voglio né sminuire né amplificare cosa è accaduto. Non so se quell’uomo avesse problemi mentali, ma senz’altro è una persona che non sa gestirsi. Ho avuto una sensazione di ingiustizia forte da subito, per lui: se hai ricevuto amore, dai amore, se non lo hai ricevuto invece, vai in giro a picchiare la gente». (Corriere della Sera)

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